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Profondo Nero

A febbraio il processo per “Profondo nero” – Coinvolto grossista campano che vendeva “ingentissime quantità di pneumatici” in nero

Il Collegio del tribunale di Palmi (Reggio Calabria) ha rinviato al 20 febbraio 2018 il processo relativo ad una presunta organizzazione a delinquere dedita al riciclaggio e a reati di natura tributaria, in cui la chiave di volta sono proprio i pneumatici venduti in totale evasione dell’Iva. Il maresciallo della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Reggio Calabria, Domenico Tripodi, è uno dei testimoni centrali dell’inchiesta che vede imputate 32 persone, tra cui anche degli ex militari della Guardai di Finanza.

Sarebbe dunque coinvolto un imprenditore campano attivo nel commercio all’ingrosso di pneumatici acquistati in Olanda nell’Operazione denominata dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria “Profondo nero”, con cui nel giugno 2014 è stata sgominata un’associazione per delinquere a carattere transnazionale, dedita al riciclaggio e alla frode fiscale: 32 persone, tra professionisti e imprenditori, colpite dalle misure cautelari e 12 società sottoposte a sequestro. Il sofisticatissimo e imponente “sistema di riciclaggio” si dipanava dalla Piana di Gioia Tauro alla Svizzera, passando per Roma, Milano, Benevento, l’Estonia, l’Olanda e Vanuatu piccolo atollo del Pacifico nonché impenetrabile paradiso fiscale.

L’indagine, avviata dalla Polizia Postale, ha richiesto, da subito, il coinvolgimento della Guardia di Finanza avendo l’attività investigativa evidenziato come gli associati, attraverso numerose società “cartiera” appositamente costituite, ovvero acquisite ed intestate a prestanome ed aventi sede legale in Estonia, Svizzera, Roma, Reggio Calabria e Milano, mediante un consolidato sistema di false fatturazioni, hanno consentito ad imprese ubicate in parecchie altre province italiane di evadere le imposte sui redditi ed imposta sul valore aggiunto per oltre 53 milioni di euro. Il denaro, frutto prevalentemente di evasione fiscale, veniva quindi trasferito su conti correnti esteri nella disponibilità degli imprenditori e dei professionisti coinvolti oppure, secondo le necessità, riportato in Italia in contanti.

Formidabile riscontro alle indagini è venuto dal sequestro di contante pari a 101.000 euro in banconote da 50 eseguito, presso la stazione di Termini, nei confronti della segretaria di un imprenditore campano attivo nel commercio all’ingrosso di pneumaticiIl denaro, frutto della vendita in nero delle gomme era diretto, già distinto in singole buste, ai professionisti romani. Da qui, sarebbe stato ulteriormente distribuito dai promotori dell’associazione ad ulteriori imprenditori disposti a ricorrere, per evadere, all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse (per false sponsorizzazioni) da società romane attive nell’organizzazione di eventi motoristici. Il contante fornito dall’imprenditore campano serviva dunque per “restituire” il denaro bonificato alle società romane a fronte dell’emissione delle false fatturazioni. A loro volta, tali società, a fronte di altre fatture false emesse da società Estoni, risultate nella piena disponibilità di un avvocato italiano residente in Svizzera, trasferivano tali somme di denaro su conti correnti accesi nella Repubblica Baltica.

Da qui, il denaro veniva trasferito in Olanda quale pagamento di forniture di pneumatici rivolte all’imprenditore campano il quale, quindi, poteva disporre di ingentissime quantità di pneumatici da rivendere sull’intero territorio nazionale in totale evasione d’imposta. In altre occasioni, il denaro veniva trasferito, sempre a fronte di false fatturazioni, su conti correnti accesi presso istituti di credito elvetici da quali poi veniva prelevato in contanti e ritrasferito fisicamente in Italia mediante la tradizionale tecnica degli “spalloni”.

Il merito di questa operazione va ai finanzieri del Gruppo Tutela Economia del Nucleo PT di Reggio Calabria congiuntamente agli uomini del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Calabria, oltre che al Procuratore di Palmi, Dott. Giuseppe Creazzo e al Sostituto Procuratore Dott.ssa Giulia Masci, che hanno coordinato questa complessa attività di indagine.

E’ stata data esecuzione all’Ordinanza di Custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale dott. Fulvio Accurso il quale, in totale accoglimento dell’istanza avanzata dalla Procura della Repubblica di Palmi, ha disposto la misura cautelare personale nei confronti dei n. 32 responsabili, nonché il sequestro di n. 12 società per un valore complessivo di circa 31 milioni di euro.

Il processo è stato rinviato al prossimo 20 febbraio.

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